International Open Data Day 2014. La giornata di Cagliari.

L’intervento successivo è stato riassunto da Andrea Zedda, presidente dell’Associazione Sardinia Open Data. La creatrice del talk Claudia Mocci, cooperante e tra i fondatori di Sardinia Open Data, era impossibilitata a collegarsi via skype per mancanza di elettricità nel villaggio dove risiede, in Tchad. L’intervento di Claudia Il caso internazionale: la cooperazione con gli open data riguarda un caso particolare di open data applicati alla cooperazione allo sviluppo.
Claudia lavora in Tchad. Nel 2012 è partita con il progetto Eurosha a seguito di alcuni mesi di formazione. Il suo lavoro, in collaborazione con l’HOT (Humanitarian OpenStreetMap Team) è quello di raccogliere informazioni geografiche sul luogo attraverso l’utilizzo di strumenti open source. Il progetto Eurosha mira alla creazione di una rete di volontari specializzati che possano operare un lavoro di mappatura del luogo, là dove la maggior parte dei riferimenti geografici su mappa manca o è carente. Con OpenStreetMap è possibile fare questo: mappare tutto ciò che manca di una data zona geografica, i pozzi, le case, le risorse ma non solo.
La differenza tra ciò che viene mappato con Google Maps ad esempio, e ciò che è stato mappato con OpenStreetMap ci mostra quanto sia abissale la differenza: le zone del mondo in cui opera Claudia, alcune di queste, non esistono su Google Maps mentre sono dettagliatamente mappate su OpenStreetMap. Il mancato interesse a mappare correttamente questi luoghi deriva sicuramente da logiche di mercato. In questo caso, attraverso il progetto Eurosha: il mercato è stato soppiantato dall’aiuto cooperativo e dall’utilizzo di dati in formati aperti. La conoscenza libera ha colmato un gap che il mercato e le istituzioni non riuscivano a colmare.
Insieme al lavoro di mapping, Claudia porta avanti anche un lavoro di formazione, nelle scuole e nelle università. Insegna ai ragazzi tchadiani l’utilizzo e la tecnica degli strumenti di mapping. Con l’obiettivo di far nascere un’ampia e vivace comunità di mappatori del luogo.

A chiudere la seconda sezione della mattinata dedicata ai risvolti pratici dell’apertura dei dati è stato Davide Massidda, psicologo/consulente e associato di Sardinia Open Data, con l’intervento I dati e la statistica nel mondo open source: InsulaR sulla statistica e sulla possibilità, attraverso i dati, di indagare i fenomeni che ci circondano.
odd14-ca-insular
Davide ha parlato di dati e di statistica. Ma perché uno psicologo si occupa di statistica? La statistica serve a fare ricerca scientifica, applicare modelli matematici ai dati serve per capire ciò che i dati ci vogliono dire. Davide applica la statistica ad un contesto specifico. Si occupa di psicologia, statistica sanitaria, psichiatria.
I dati sono dei numeri che rappresentano la realtà, la digitalizzano: descrivono un fenomeno attraverso un codice numerico, sono portatori di informazioni. E queste informazioni hanno necessità di strumenti e tecnica per essere estratti ed interpretati.
La figura professionale che utilizza la statistica per estrapolare da numeri delle informazioni è quella del data scientist, definito da Davide come un incrocio di professioni, un chuck norris dei dati. Il data scientist si occupa allo stesso tempo di una miriade di mansioni. Conosce i dati, li esplora, li sa leggere, comprende il contesto ed il fenomeno che va a studiare. Insomma è un’artista, perchè deve saper incrociare i dati pre-esistenti per ottenere nuove soluzioni originali ad un problema.
Dagli anni ’90 in poi è nato R, un linguaggio di programmazione ideato in Nuova Zelanda, e si è imposto come lo strumento principale del data scientist. Si tratta di un linguaggio completo, gratuito ed open source e per questo si evolve di continuo.

L’utilizzo di R potrebbe essere preso in considerazione dalle PA. In Sardegna, dove R è ancora poco conosciuto, è nata una comunità che raggruppa appassionati e conoscitori di R, si chiama InsulaR. È nata grazie all’interesse di un gruppo di studenti di Psicologia dell’Università di Cagliari e raccoglie studenti, ricercatori, consulenti, tutti interessati al mondo di R e alle sue infinite opportunità in termini di ricerca e informazione.

2 pensieri su “International Open Data Day 2014. La giornata di Cagliari.

  1. Pingback: InsulaR

  2. Pingback: “La storia infinita di Cagliari e della sua pista sul mare”: Il nostro Monithon nella pista ciclabile di Su Siccu | SARDINIA OPEN DATA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...