L’open è virale: la mia esperienza con gli Open Data

OpenData

La mia prima esperienza diretta con gli open data è recentissima, inizia a luglio 2016. Prima di quella data avevo solo seguito qualche seminario, letto di alcune iniziative di Open Government e visionato alcuni progetti in cui si utilizzano dati aperti per generare mappe e Bot per Telegram.
Son sempre stato appassionato di open source e gnu linux, nell’ultimo periodo iniziavano a incuriosirmi Telegram e i suoi Bot.
Let’s Encrypt, nata con lo scopo di creare, validare, rilasciare e rinnovare gratuitamente certificati SSL, nonché un autorità di certificazione, supportata da aziende o associazioni come la Linux Foundation, Google e Mozilla stringe una forte partnership con Ovh. Quest’ultima installò i suoi certificati SSL in tutti gli hosting dei suoi clienti, tra cui io. Il non possedere un dominio con un certificato SSL limitava il mio studio ma ora mi trovo libero di fare tutti i test ed esperimenti che desideravo.

Dopo i primi test ho provato a creare qualcosa di concreto; in quel periodo si parlava tantissimo di sfruttare gli open data per creare servizi tramite bot telegram e così ho seguito l’onda. A quel punto ho controllato su datiopen.it e tra i vari Dataset dedicati alla Sardegna ne ho trovato uno chiamato “Nuraghi e altri siti Archeologici”, un dataset in csv creato e rilasciato dalla fondazione NURNET con una licenza Creative Commons. Il dataset è strutturato in modo ideale per essere elaborato e senza alcuna modifica l’ho caricato sul mio host e ho preparato il mio primo Bot. Senza troppa fantasia lo chiamai Nuraghebot, sviluppato in PHP, con il codice sorgente liberamente accessibile e utilizzabile. Dopo la pubblicazione del bot e la condivisione sui social il riscontro è stato enorme.
Dopo pochissimo ho sperimentato lo stesso codice sorgente con un altro Dataset, questa volta da dati.regione.sardegna.it, i dati forniti dalla Regione Sardegna, e da li nasce il mio secondo Bot: Sardegnabiblioteche_bot.
Dopo alcuni esperimenti con Telegram interfacciandolo con DokuWiki, una piattaforma per creare dei semplici Wiki, SardegnaMobilita rilasciò tutti i dati riguardanti i mezzi di trasporto presenti in Sardegna, anche in questo casi si tratta di dati rilasciati con le Creative Commons, qua ho sfruttato un sistema già collaudato per interfacciami con DokuWiki e sfruttando i dati riguardante le tratte extraurbane ho creato il mio terzo e ultimo bot, sardegnatrasportibot sempre con una licenza libera.
I miei bot son nati grazie a Let’s Encrypt che ha reso aperti a tutti i protocolli SSL, a NURNET, Regione Sardegna e SardegnaMobilità che hanno fornito degli ottimi Dataset e alle centinaia di testimoniante di utilizzo di Bot telegram con gli open data.
Uno dei tanti motivi per cui ho rilasciato tutti i sorgenti liberi è la speranza che possano nascere tante altri bot o sistemi che sfruttino i dati aperti. Navigando su datiopen.it e dati.regione.sardegna.it si possono trovare tantissimi dataset, che trattano di salute, trasporti, turismo, agricoltura, intrattenimento e tanti altri.
Non ci rimane altro che creare una comunità e avventurarci tra gli Open Data.

Fonte immagine usata:
https://www.flickr.com/photos/notbrucelee/8016178968

Un pensiero su “L’open è virale: la mia esperienza con gli Open Data

  1. Pingback: Un mio articolo per Sardinia Open Data - Matteo Enna

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